
Milan Kundera di recente ha dichiarato: “Voglio che i miei romanzi restino fedeli al libro per come lo conosco dalla mia infanzia”. È una frase che evidentemente lo scrittore boemo ritiene sufficiente per spiegare una clausola che da anni fa inserire nei suoi contratti editoriali, in base alla quale i suoi romanzi non possono essere pubblicati che sotto la forma tradizionale del libro, vietando di fatto una versione digitale, per esempio, de L’insostenibile leggerezza dell’essere. Stefano Montefiori sul Corriere della Sera, commentando la notizia, ha chiosato dicendo che “l’autore resta padrone del testo; Leggi il seguito di questo post »


