Archive for the 'Italiani' Category

Moriremo democristiani? No, moriremo e basta

3 maggio 2013

Oggi per ilfattoquotidiano.it ho scritto questo (qui il post originale):

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Alla domanda su cosa sia oggi la “base” dell’elettorato democratico in Italia credo che in pochi saprebbero rispondere. Io non sono capace di rispondere per un motivo preciso: perché essendo io stesso un elettore del Partito Democratico non sono in grado di definire me stesso. Cioè, se qualcuno, alla luce dell’inveterata abitudine degli uomini del Ventunesimo secolo di definire le persone in base al loro mestiere, alle loro idee, o peggio alla loro genealogia, mi chiedesse “tu chi sei?”, io non saprei da dove incominciare. Leggi il seguito di questo post »

La parola “cambiamento”

3 maggio 2013

A me fa paura quando prendono una parola, per esempio la parola “cambiamento”, e ne fanno coriandoli, oppure quando la prendono e la usano come piace a loro, oppure quando la prendono e dicono che quella parola ha un significato solo, anche quando io so benissimo che di significati ne ha più d’uno. A me fa paura come si usano le parole in politica, perché poi diventano fastidiose come questi fiocchi di polline che adesso svolazzano nella stanza.

Il lusso di non avere una casa di proprietà

30 aprile 2013

Allora, ragiono a voce alta. Voi che avete una casa di proprietà pagate l’Imu. Letta vi toglie l’Imu e vi rimane la casa di proprietà. Io non ho la casa di proprietà e non pago l’Imu. Letta toglie l’Imu e a me apparentemente non cambia nulla. Però Letta dice: “Per i comuni c’è un problema di liquidità che affronteremo”. Come? Con una nuova tassa. Che non pagherete voi proprietari di case (sennò non avrebbe senso che il governo prima vi toglie l’Imu e poi vi mette una nuova tassa sulle case di proprietà). La nuova tassa la pagherò io che non ho la casa di proprietà (ma forse anche voi, simpatici proprietari di case). Il risultato è che voi continuerete ad avere la casa di proprietà e io no. Però dovrò pagare una nuova tassa perché non ho una casa di proprietà. Quindi pagherò il privilegio di non avere una casa. Non so se ho capito bene, ma non avere una casa oggi è un lusso che non so se posso continuare a permettermi.

Il candidato della rete e il candidato dei bar

23 aprile 2013

Julio IglesiasRodotà era il candidato della rete. Questa frase negli ultimi giorni l’ho letta e sentita centinaia di volte. E ogni volta ho pensato la stessa cosa. La rete non esprime un candidato, o meglio, la rete è un luogo in cui si riversano opinioni, lo è come lo sono tanti altri luoghi. E quindi se c’è un candidato della rete allora c’è un candidato dei bar, un candidato delle metropolitane, un candidato degli uffici pubblici, un candidato delle spiagge della Romagna. Il candidato dei bar, per esempio, credo sia numericamente Leggi il seguito di questo post »

E se domani in duecento invadessimo un tribunale?

15 marzo 2013

Un mio post pubblicato due giorni fa su ilfattoquotidiano.it. Qui.

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Lunedì, mentre guardavo in televisione duecento coristi che intonavano una marcetta sulle scale del Palazzo di Giustizia di Milano, mi sono fatto una domanda: e se domani in duecento invadessimo un tribunale che succederebbe a me e agli altri centonovantanove?

Ieri, dopo l’incontro con il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura, Giorgio Napolitano ha dichiarato: “È comprensibile la preoccupazione Leggi il seguito di questo post »

Considerazioni post elettorali su come votano 47.011.309 di italiani, di cui 22.569.269 maschi e 24.442.040 femmine

27 febbraio 2013

Sono a pranzo nel solito centro commerciale. La scala mobile che scende dal primo piano al piano terra si blocca. C’è della gente ferma a metà rampa. Si guardano intorno un po’ sorpresi e un po’ seccati. A questo punto li vedo fare tutti la stessa cosa: si voltano e risalgono le scale, poi vanno a prendere un’altra scala mobile e scendono. Ecco, è tutto.

La fine del mondo conosciuto

26 febbraio 2013

Fine del mondoForse io, con le mie idee radicate, sono ormai vecchio di un secolo. E tutto quello che succede lo capisco troppo tardi, perché succede in nome di nuovi bisogni. Ho passato la notte a pensare se fosse il caso di inveire ancora contro quelli che votano Berlusconi (ormai credo non votino più nemmeno l’uomo della provvidenza, esprimono così le proprie inconfessabili debolezza, svuotano il loro sacco della spazzatura sul letto dell’analista) o se accettare mio malgrado che gli schemi secondo cui ho ripartito il mondo per quarant’anni della mia vita non esistono più. Leggi il seguito di questo post »

Oscar Giannino, vanità e menzogna (Un nuovo peso alle bugie?)

22 febbraio 2013

Un mio pezzo pubblicato ieri su ilfattoquotidiano.it (qui l’articolo originale)

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La vicenda di Oscar Giannino è piccola cosa rispetto alle enormità che si sentono e che si sono sentite negli ultimi anni tra le quattro mura domestiche di questo scandaloso Paese. È una piccola (ma seppur piccola, deprimente) cosa con un finale tuttavia dignitoso, perché quando si ammettono pubblicamente le proprie responsabilità e si fa un passo indietro – questo va detto – la dignità, almeno quella, è messa in salvo. Leggi il seguito di questo post »

Spiritosaggini

20 febbraio 2013

Berlusconi e Angela Bruno

“Non erano battute pesanti. Ho detto cose che il pubblico ha interpretato come spiritosaggini”. Berlusconi ha minimizzato così la portata offensiva delle sue frasi rivolte alla dipendente della Green Power. Stando così le cose, il ragionamento che ne scaturisce è impietoso. Secondo Berlusconi le spiritosaggini non erano tali perché non c’era la sua volontà esplicita di dire spiritosaggini. Leggi il seguito di questo post »

Per essere fascisti bisogna anche studiare

28 gennaio 2013

berlusconi_mussolini

Berlusconi ha detto che Mussolini fece cose buone. L’ha detto nel giorno della Memoria. Un paio di cose ho pensato. La prima è che sbaglia chi gli dà del fascista. Berlusconi non è fascista, per essere fascisti bisogna avere una convinzione politica, bisogna avere il coraggio di sostenere un’idea, per essere fascisti bisogna anche studiare. Berlusconi è peggio che fascista, è un becero qualunquista, un uomo che non pone limiti etici al perseguimento del proprio interesse per il quale è disposto a rinnegare perfino se stesso. La seconda è che di fronte a questo rigurgito stomachevole c’è stata una levata di scudi furente, il segno che nonostante anni di politiche buffonesche, di demolizione dei principi su cui si fonda la Repubblica Italiana (su tutti, appunto, l’antifascismo e il valore umano del lavoro) questo paese possiede ancora anticorpi vivi e vigili. E questo è qualcosa di cui dobbiamo ogni volta rallegrarci, perché non può essere mai dato per scontato.

Un Berlusconi è per sempre

11 gennaio 2013

Maschera BerlusconiÈ arrivata la sera e ho guardato Berlusconi da Santoro. L’ho guardato come si guardano le partite della nazionale ai mondiali, o il festival di Sanremo, vale a dire come un fenomeno che esprime un sistema di valori profondamente radicato nel popolo italiano. In questo caso l’avanspettacolo, la commedia dell’arte, dove le maschere entrano in gioco coi loro vizi di maniera, e non fanno altro che replicare se stesse all’infinito, affinché il pubblico Leggi il seguito di questo post »

Berlusconi non vincerà, ma non mi basta

8 gennaio 2013

Un mio pezzo pubblicato oggi su ilfattoquotidiano.it (qui l’articolo originale)

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Il 12 novembre del 2011 Silvio Berlusconi si dimette da presidente del Consiglio. Sul tragitto che lo porta al Quirinale, dove rimetterà il mandato nelle mani del presidente della Repubblica, si assiepa una folla che gli grida “buffone”, “in galera” e che gli lancia monetine. Il disastro politico, umano e sociale di un quasi ventennio di potere berlusconiano viene esorcizzato attraverso un rito di massa cannibalesco, una reazione collettiva in linea con quelle che da sempre segnano i passaggi epocali della storia d’Italia. Leggi il seguito di questo post »

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