STELLA D'OCCIDENTE

"Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo". P.P.P.

Le strade si svuotano

con 2 commenti

Le strade si svuotano. Lo vedo ogni mattina quando esco per andare a lavoro. Il traffico fino a qualche settimana fa era ancora esorbitante, rabbioso, impetuoso come lo è da sempre a Roma. Adesso no, c’è qualcosa di meno nell’aria. La voce popolare si affanna a dire la sua, la benzina è cara e la gente preferisce usare i mezzi pubblici, oppure no, è la perdita dei posti di lavoro, il tasso di disoccupazione in questa città è salito alle stelle, si resta a casa. Quelli che resistono hanno questa novità delle strade vuote. Ci voleva una cosa così per risolvere l’annoso problema, la crisi, una generale disperazione, il principio di una catastrofe. C’è un mercato vicino al posto in cui lavoro, una fila di edifici quadrati in cemento, la maggior parte sono chiusi, hanno un aspetto tetro, abbandonato. Intorno al mercato ci sono schieramenti di palazzi lugubri, enormi, che trasudano angoscia. C’erano anche prima della crisi. Ma oggi gli scatoloni che si ammassano su quei balconi, accanto agli stendini coi panni stesi ad asciugare, hanno un aspetto minaccioso. Questo silenzio incombente che sento la mattina mette i brividi. Come saranno gli anni che ci aspettano?

Scritto da Andrea Pomella

27 gennaio 2012 a 09:07

Pubblicato in Racconti e resoconti

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2 Risposte

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  1. Se la conseguenza della crisi è per le persone, smettere di passare ore in fila in auto per andare a chiudersi per altre 9 ore in un impiego di lavoro, per poi rimetersi nuovamente in auto in fila, per rientrare in quegli scatoloni, che trasudano angoscia, chiamate “case, allora penso che questa crisi ha migliorato la qualità di vita delle persone che avranno la forza di mollare una vita folle e mandare tutto a farsifottere.
    (specchiogelido)

    specchiogelido

    27 gennaio 2012 alle 10:11

  2. Eppure, da questa crisi, da questo quadro ora desolante delle città, potrebbe nascere qualcosa di positivo: un diverso stile di vita, una consapevolezza di cosa sia veramente essenziale e di cosa sia invece superfluo. Sarà un percorso durissimo, che lascerà sul terreno morti e feriti, ma io spero che alla fine il vero significato della vita possa prevalere.

    Milvia

    28 gennaio 2012 alle 11:42


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