Sulla rivista PaginaUno, nel numero di giugno-settembre, è pubblicata una doppia recensione firmata da Sabrina Campolongo al mio “La misura del danno” e a “Crepe” di Luigi Bernardi (Il Maestrale). Qui l’articolo completo.
“L’ascesa e la caduta di un novello Mephisto italiano”. Sabrina Campolongo su PaginaUno
18 giugno 2013Tata, portami l’ombra!
18 giugno 2013Al parco c’è un bambino seduto sulla giostra con l’aria svogliata e un panino a metà strada tra il grembo e la bocca, ciondola un piede nel vuoto e sbuffa, e dopo aver ciondolato e sbuffato si gira e fa: “Tata, portami l’ombra!” Ora io, nella mia infanzia infelice passata in borgata fra ragazzini più o meno semplici, mai ho sentito nessuno di noi dire “Tata, portami l’ombra!”, a ben vedere non ho mai sentito nessuno di noi dire “Tata”, perché la tata in borgata non ce l’aveva nessuno, e perché in borgata si andava a spasso da soli già a sei anni, anche se non c’era un vero e proprio parco dove andare. Così ho osservato quel bambino pensando che quel bambino ha già dentro di sé i germi di un conflitto di classe. O meglio, lui non sentirà mai la cosa come un conflitto, ma come un ordine naturale delle cose. I figli della sua tata invece sì.
Sospendere l’incredulità
17 giugno 2013
Qualche sera fa, facendo zapping in Tv, capito su un canale che trasmette un film. Il film è Zorro. C’è un primo piano di Zorro, col cappello, la mascherina nera e tutto quel che sappiamo. Ma si capisce subito che Zorro è Banderas. Così, mentre me ne sto svaccato sul divano che mi sbafo un ghiacciolo al limone con lo stecco alla liquirizia, esclamo: “Ma si capisce che è Banderas!” Quel che voglio dire è che se Banderas Leggi il seguito di questo post »
“Scusi, dov’è l’uscita?”
12 giugno 2013
Il posto dove lavoro è un cubo con in mezzo un buco quadrato. Se immaginate un cubo con in mezzo un buco quadrato potete anche immaginare che ogni piano (i piani sono tre) è composto da quattro lunghi corridoi. Ora io, ultimamente, quando penso al posto dove lavoro, lo penso come un cubo di Rubik. In un posto del genere è facile perdere l’orientamento. Io, dopo un po’ di anni che lavoro qui, l’orientamento non lo perdo più, però incontro ogni giorno della gente che mi chiede dov’è l’uscita. “Scusi, dov’è l’uscita?” mi chiedono. E io rivolgo la domanda a me stesso, e penso a quella cosa del cubo di Rubik, e la risposta che mi do è che la soluzione esiste, ma è difficile.
L’arca di Noè
11 giugno 2013Il bambino adesso vuole fare un nuovo gioco la sera prima di addormentarsi. Vuole scegliersi due o tre libri dei suoi, ogni sera due o tre diversi, vuole scegliersi anche delle macchinette, due o tre delle sue, e portarsi i libri e le macchinette nel letto. Prima di questo facevamo il gioco di Mago Papone, che era un mago che arrivava a un certo punto della sera con una carovana dell’allegria e accompagnava i bambini col pigiamino giallo (le sere che il bambino aveva il pigiamino giallo) o i bambini col pigiamino blu (le sere che il bambino aveva il pigiamino blu) Leggi il seguito di questo post »
Compassione
10 giugno 2013Sono uscito di casa per andare a votare nel primo pomeriggio, nel momento esatto in cui dal cielo è incominciata a cadere una pioggia rada, calda e sporca. Ho camminato come se niente fosse, mentre la mia maglietta polo azzurra si tingeva di piccole macchie scure. Al seggio c’erano tre ragazzi, erano seduti dietro a dei grossi registri, mangiavano un panino ciascuno. Uno di loro ha preso la mia carta d’identità e il certificato elettorale, scusandosi per il panino. Gli ho detto che non doveva scusarsi per il panino. Sono entrato nella cabina e ho votato. Leggi il seguito di questo post »
La letteratura non è un’invenzione, è una scoperta
9 giugno 2013Sulla delicata questione se la letteratura sia un’invenzione o una scoperta ho cercato di darmi una risposta stamattina, mentre correvo sulla pista ciclabile, costeggiando il fiume, e cercando di portare il mio corpo all’ombra delle fronde d’alberi per evitare la prima canicola estiva. Ebbene, mi sono detto che la letteratura è una scoperta. È una scoperta perché il compito principale di un’opera letteraria è raccontare una storia, e le storie fanno parte Leggi il seguito di questo post »
“Il racconto di una generazione inespressiva e prosciugata”. Giuseppe Barreca su Poesia e scrittura
8 giugno 2013Una recensione-fiume, ricchissima, articolata, di Giuseppe Barreca a “La misura del danno”. Qui l’articolo originale.
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“Questo strano ibrido politico … questa specie di chimera mitologica che portava sul corpo i segni di una grande ferita fisica … e morale – la vecchia accusa di abuso di minore – impersonava compiutamente un paese sopravvissuto a un ventennio di sfascio e di decadenza, ne era la rappresentazione umana, la misura del danno”. Leggi il seguito di questo post »
Agnello all’olocausto
7 giugno 2013
E le pizzerie al taglio, quelle vecchie, preistoriche pizzerie di Roma, dove sono tutti vecchi, vecchi i pizzaioli, una coppia di vecchi, lei che serve al banco, lui che sforna pizze, lui che guarda tutti di traverso, lui che è sempre torvo, mentre lei è stanca, risponde a tutti con quel tono stanco, lei che taglia la pizza con mano stanca, io che entro dopo una giornata pesante di lavoro, che entro stanco e quasi vecchio, che le indico una pizza bianca ripiena, e lei mi dice: “È fredda”, e lei mi dice: “La scaldo?” Leggi il seguito di questo post »
AristoDem – Discorso sui nuovi radical chic. Poca politica, molto life style
6 giugno 2013Una mia recensione al libro di Daniela Ranieri, “AristoDem – discorso sui nuovi radical chic”, pubblicata ieri su ilfattoquotidiano.it. Qui l’articolo originale.
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Ho passato gli ultimi giorni a leggere AristoDem – discorso sui nuovi radical chic, un caustico pamphlet firmato da Daniela Ranieri (l’editore è Ponte alle Grazie) in uscita il 6 giugno nelle librerie. E leggendolo ho pensato a tante cose che adesso cercherò di mettere ben in ordine. Leggi il seguito di questo post »
“Sentite la voce di Andrea Pomella”. Gabriele Dadati su Ho un libro in testa
5 giugno 2013Ecco, questa è una bella cosa che mi ha scritto Gabriele Dadati, che è stato il mio editor per Laurana, ma che è soprattutto uno dei più valenti scrittori italiani di nuova generazione. Qui il post originale.
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Non ho mai desiderato, come Holden Caulfield, di poter tirare su il telefono e chiamare gli scrittori i cui libri “mi avevano lasciato secco”. Non l’ho desiderato quando ero un ragazzino e il mondo dei fabbricanti di libri lo vedevo come una specie di iperuranio, non lo Leggi il seguito di questo post »
Tre cose
4 giugno 2013La prima. Mi fanno sorridere le facce degli sconosciuti che incontro sul marciapiede quando cammino mano nella mano con mio figlio e mio figlio dice a questi sconosciuti “ciao” oppure “buongiorno”. Più che le facce, mi fanno sorridere le voci di questi sconosciuti, il modo in cui rispondono a mio figlio che gli dice “ciao” oppure “buongiorno”, il loro modo sorpreso e imbarazzato di pronunciare a loro volta “ciao” oppure “buongiorno” in risposta a mio figlio, che per quanto li riguarda è niente più che un bimbo sconosciuto che prova a mettere in pratica i primi rudimenti della buona educazione che suo padre e sua madre stanno cercando di imbeccargli. Leggi il seguito di questo post »




